
“…quando si parla dell’epopea dell’emigrazione, quando si esaltano, giustamente, i progressi compiuti in terre lontane, spesso in terre inospitali, quando si elencano i successi e si cerca di ammorbidirne gli insuccessi, dietro tutto questo ci sta l’uomo, l’uomo con la suo forza e le sue debolezze, con i suoi sogni e le proprie speranze.
Ci sta l’uomo, per il quale il Papa, Benedetto XVI, anche nella sua ultima enciclica, caritas in veritate, ha chiesto con fermezza, il rispetto.
L’emigrante di ieri come l’emigrante di oggi troppo spesso vengono presi in esame come elementi statistici o ingredienti di indagini economiche o sociologiche dimenticando che dietro ai numeri elle analisi esiste sempre una persona umana.
Spesso chi ha in mano le leve del potere, e posso parlare dei politici, posso parlare della categoria che ho sempre rappresentato, che è la dei giornalisti, sono ormai abituati a ragionare in termini di globalizzazione e di categorie sociali dimenticando che dietro a questi termini alla fine esiste sempre e solo L’UOMO…”
Alberto Tafner
La Festa dell’Emigrazione trentina a Storo
Forte il richiamo alla coesione e il ricordo di Rino Zandonai, Giovanni Battista Lenzi e Luigi Zortea
STORO - Storo per due giornate intere, il 18 e 19 luglio, si è riempita dei colori dell'emigrazione, con un retrogusto amaro pensando a chi non ha potuto esser presente. E’ ormai tradizione che ogni anno una borgata del Trentino ospiti l'appuntamento con i discendenti di quelli che se ne andarono per cercar fortuna altrove: un modo per rivedersi, per conoscersi e per conoscere il Trentino, quella “terra madre” mai dimenticata e, spesso, mai vista e solo sognata, immaginata. Quest’anno è toccato a Storo, per la seconda volta, perché qui cent’anni fa esatti venne fondata la Società Americana di Storo.
La festosa allegria, però, che ha sempre circondato i discorsi ufficiali delle autorità, la santa messa celebrata dall'arcivescovo, i convegni, le mostre, gli spettacoli di musica e di teatro e la sfilata per le vie del paese quest'anno era attenuata dalla consapevolezza di chi era assente. Rino Zandonai, direttore della Trentini nel Mondo, Giovanni Battista Lenzi, consigliere provinciale ed ex Consultore per l’Emigrazione, Luigi Zortea, sindaco di Canal San Bovo, di ritorno dal Brasile dov'erano stati proprio per l'ennesima missione in terra di emigrazione, sono morti in un tragico incidente aereo che ha riempito per settimane le pagine di cronaca di tutto il mondo.
Dei tre amici hanno parlato Alberto Tafner, presidente della Trentini nel Mondo (“Oggi è una giornata finalmente serena: da lassù Rino vuol controllare che noi si sta organizzando il tutto senza nessun intoppo!”). Di loro ha parlato l'arcivescovo mons. Luigi Bressan all'omelia della santa messa celebrata stamani nella chiesa parrocchiale di Storo (“Oggi noi guardiamo ai nostri tre amici con la stima e con l’affetto di chi vuole continuare in vece loro la missione che hanno avviato”). Di loro ha parlato anche il presidente Lorenzo Dellai nel suo discorso ufficiale: “Certo, l'amaro sapore del distacco, improvviso e immotivato, lo sentiamo ancora, mentre sul cuore ci pesa tuttora, e peserà anche in futuro, l'assenza dei nostri amici. Ma il ricordo della loro dedizione assoluta, del loro impegno e della loro testimonianza che s'è consumata fino all'ultimo istante delle loro vite riempie oggi la nostra esistenza, la riempie di impegni ancor più pressanti e profondi, di idee e di progetti che abbiamo messo in campo assieme e che adesso tocca a noi portare a termine. Perché, e questo è il bello dell'amicizia vera, Luigi, Giovanni Battista e Rino sono ancora qui con noi, lavorano con noi attraverso noi, riempiono il vuoto lasciato con la loro memoria...”
E tra questi impegni pressanti, tre sono quelli ricordati da Dellai: l’impegno a render più coeso e robusto l’insieme dei rapporti di amicizia, si scambi e di comunicazioni con i Trentini sparsi per il mondo; l’impegno ad essere solidali in concreto, e non solo a parole, con quei Trentini emigrati che non hanno avuto fortuna e che versano ancora oggi in condizioni spesso disastrose; l’impegno infine, a guardare avanti, puntando sui giovani e sulla loro voglia di creare, di inventare una rete delle conoscenze, ha detto il presidente, ma anche delle opportunità.
La festa è stata completata da un breve momento di riflessione davanti al Monumento dell'Emigrante e dagli interventi delle autorità convenute (il presidente del Consiglio provinciale Giovanni Kessler, il sindaco di Storo Settimo Scaglia, il vicegovernatore della provincia argentina del Chaco, Alberto Tafner e Uliviero Vanzo, rispettivamente presidenti della Trentini nel Mondo e dell'Unione delle Famiglie dei Trentini)
La Festa Provinciale dell'Emigrazione si è tenuta a Storo dal 17 al 19 luglio 2009, celebrando il legame tra la comunità trentina e i suoi emigranti nel mondo. L'evento ha visto la partecipazione dell'allora presidente Lorenzo Dellai, con un forte richiamo alla coesione e un omaggio alla storia dell'emigrazione verso le Americhe, l'Australia e l'Australia.
Punti chiave dell'evento 2009:
· Contesto: La festa ha celebrato il centenario della Società Americana di Storo, legata all'emigrazione di inizio Novecento.
· Pubblicazione: In occasione dell'evento è stato presentato il libro "Storie e immagini di emigrazione" (Passato Presente n. 55), a cura di Gianni Poletti.
· Focus: Le celebrazioni hanno incluso incontri, racconti e la valorizzazione del Monumento all'Emigrante.

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