
Lo scorso sabato 1° novembre l’associazione “Luce Musica” ha ospitato, nella Sala Rossi del Palazzo A. Prato, concessa dalla Fondazione Cassa Rurale, la presentazione del libro “Figli di vetro” scritto dall’Avv. Gianni Casale e la Psicologa Marica Malagutti. Figli di Vetro è una raccolta di storie di vita vera, che raccontano le drammatiche situazione famigliari molto dolorose.
“…abbiamo lavorato su delle situazioni problematiche, sull’amore, sulla famiglia, su divorzi, separazioni, sui bambini che vengono spostati da un genitore all’altro quando va bene oppure vengono allontanati del tutto. Ma questa serata non vuole essere una serata triste e dolorosa ma vuole essere una riflessione…”
Gli autori hanno scelto alcune storie del libro, alternando con poesia, lette da Simonetta Gabrielli, e musica nella voce di Luana Cestari accompagnata di Leonardo Tonelli alla fisarmonica, in modo di sdrammatizzare i racconti.
Dopodiché, alcuni genitori presenti che hanno subito l’allontanamento dei loro figli, hanno acceso un dibattito con domande e risposte degli autori professionisti nell’ambito familiare.
A concludere la serata, hanno firmato con dedica i libri acquistati dai partecipanti.


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Intervista Gianni Casale +
Intervista a Gianni Casale: "Figli di Vetro", un libro di denuncia e speranza
La Review: Buongiorno, Avvocato Casale. È un piacere averla con noi oggi per discutere il suo nuovo libro, "Figli di Vetro". Può dirci cosa l'ha spinta a scrivere questa opera?
Gianni Casale: Buongiorno e grazie per avermi invitato. La mia motivazione principale è stata l'esperienza diretta con situazioni di dolore e sofferenza che ho visto affrontare da molti genitori. Il libro non è solo una denuncia della incapacità del “sistema Stato” di rispondere adeguatamente a queste situazioni, ma vuole anche stimolare una riflessione profonda sulle dinamiche della sofferenza familiare.
La Review: Parla di "situazioni concrete di dolore". Può darci un esempio di queste esperienze?
Gianni Casale: Certamente. Ci sono molte famiglie che si trovano in difficoltà e che si aspettano supporto e comprensione dallo Stato. Purtroppo, spesso si trovano ad affrontare un sistema che sembra non avere le competenze necessarie per intervenire in modo tempestivo ed efficace. Il mio libro cerca di mettere in luce queste esperienze reali, mostrando la necessità di un cambiamento.
La Review: Lei accenna a un momento di speranza. Qual è la sua visione per un futuro migliore?
Gianni Casale: Credo fermamente che il cambiamento sia possibile. Gli italiani sono persone intelligenti e capaci; ciò che serve è che la politica affronti il tema dei minori senza cadere in ipocrisie. È fondamentale garantire che gli interessi economici non influenzino le decisioni che riguardano il benessere dei bambini e delle famiglie.
La Review: Quali sono, secondo lei, le riforme più urgenti da attuare nel sistema?
Gianni Casale: Il sistema va riformato radicalmente. Dobbiamo assicurarci che lo Stato intervenga solo per aiutare e sostenere le famiglie, non per sostituirsi ai genitori. È necessario un approccio che metta al centro il diritto dei genitori di essere gli attori principali nel processo di cura e educazione dei loro figli. Ma anche una progettualità reale come quelle che ho posto in essere con la creazione del Progetto Anthea e del Patto di Lealtà genitoriale che sto portando da sempre in giro per una maggiore sensibilizzazione e che si fa fatica a raccontare in poche righe, ma posso dire che ho già raccolto risultati reali e positivi ma come in tutte le cose servono impegno e fondi altrimenti si fanno solo chiacchere.
La Review: In che modo il suo libro si differenzia da altre opere che trattano tematiche simili?
Gianni Casale: "Figli di Vetro" si distacca da una mera analisi delle problematiche. È un testo che vuole tracciare un sentiero concreto, lontano da ideologie e interessi di classe. Non ho intenzione di cercare consensi o simpatie; voglio che si parli di cambiamento reale e non di parole vuote.
La Review: E’ un libro scritto con la collaborazione della Dott.ssa Marica Malagutti. Come mai questa scelta ?
Gianni Casale: "Figli di Vetro" è un libro scritto a quattro mani: dire che ho scritto con la collaborazione “di” è estremamente riduttivo. La presenza della Dott.ssa Malagutti è stata fondamentale oltre di pregiarmi di averla nel Team che lavora con me da anni in un clima di
necessaria multidisciplinarità costante. Il suo apporto mi ha aiutato a colmare quegli aspetti di analisi che sono propri dei professionisti della mente e dei comportamenti anche se stare acconto a Lei, come degli altri psicologi della squadra, mi ha aiutato a comprendere tanto nel modo di fare e di dire dei genitori arrabbiati. Insomma una figura da cui non ho potuto prescindere per fare un lavoro completo.
La Review: Infine, qual è il messaggio principale che spera di trasmettere ai lettori?
Gianni Casale: Spero che i lettori comprendano l'importanza di affrontare queste problematiche con serietà e urgenza. Non possiamo continuare a parlare di “bene dei minori” senza agire concretamente. Le cose devono cambiare, e devono cambiare in fretta.
La Review: La ringrazio, Avvocato Casale, per il suo tempo e per la sua passione nel trattare temi così importanti.
Gianni Casale: Grazie a lei. È stato un piacere.
Montale Rangone (MO), 30/10/2025
Avv. Gianni Casale
Palazzo A. Prato +
È un palazzo rinascimentale con la facciata principale su via Maier, di assoluto valore architettonico. Nonostante la sopraelevazione del 1804, che fortunatamente non ne ha alterato lo stile, ha conservato la sua bellezza iniziale.
Unica nel territorio perginese è anche la facciata interna, particolarmente elegante grazie ad un prospetto architettonicamente equilibrato, nonostante guardi un cortile interno che ospitava stalle e manufatti destinati ad uso agricolo.
La facciata principale si presenta con un portale di accesso centrale in linea con la superiore trifora. Il portale è a tutto sesto e nel concio di chiave è riportato lo stemma, di tipo tedesco, degli a Prato, modificato dopo l'investitura dell'Imperatore Massimiliano I (nel 1499 venne concesso di integrare lo stemma originale inserendo una colomba passante, in campo azzurro e calpestante un prato di fiori. Da cui il nome a Prato). Lo stile del palazzo è rinascimentale. Lateralmente al portale si affiancano due finestre rettangolari poste in alto. Collocazione che per tipologia e architettura conferma la datazione cinquecentesca. Sopra il portale, una trifora dai capitelli compositi. Lateralmente alla trifora, a destra e a sinistra, si aprono tre monofore che danno luce ad un'unica stanza. Le stanze attuali sono state oggetto di un attento restauro che ha restituito alla vista il solaio alla veneziana nel salone principale (collocato al centro). Le altre due stanze che si affacciano su via Maier conservano gli stucchi settecenteschi, probabilmente realizzati dalla famiglia Paoli che ha provveduto anche al rifacimento delle porte dalle splendide cerniere lavorate in ferro battuto.
Alla facciata retrostante si accede attraversando un importante portale in pietra rosata di Trento a tutto sesto con modanatura a spigolo smussato. Nell'angolo dell'edificio, un enorme barbacane dà stabilità alla compagine architettonica. Qui si può inoltre ammirare, inserito, come materiale di risulta, un cinquecentesco montante in pietra bianca ornato con un bassorilievo a forma di albero con frutti.
Al primo piano del palazzo si accede attraversando l'androne principale, salendo la scala in pietra a sinistra e varcando una porta con cornice in pietra, dalla quale si giunge nel cortile interno. Da qui un'altra scala esterna in pietra porta al primo piano. Sul balconcino esterno si apre la porta che dà accesso al piano nobile. Alla destra dell'ingresso si apre una bifora in pietra lavorata a specchio e infine, di lato, ancora una monofora. Al secondo piano una monofora uguale a quella del primo piano.
Il piano nobile è composto da quattro sale. La principale attraversa tutto il palazzo e ha un solaio con travature in legno a vista. Le due stanze che si affacciano su via Maier conservano l'antica decorazione settecentesca. La più piccola presenta al centro un bassorilievo in stucco con una colomba che porta nel becco un ramoscello di ulivo; la sala maggiore ha stucchi settecenteschi.
Affreschi
SACRA CONVERSAZIONE
Sopra il portale di accesso e sotto la trifora si trova l'affresco sicuramente di scuola veneta e inizialmente attribuito al pittore vicentino Marcello Fogolino (1535-1558) o ad allievi della sua bottega.
Si tratta di una sacra conversazione composta dalla Madonna in trono con Bambino, posta al centro in cielo aperto. A sinistra i santi Rocco (col segno della peste sulla gamba), Floriano e Giovanni Battista. Alla destra i santi Sebastiano, Francesco? (Domenico?) e Antonio Abate.
S. Rocco è protettore dei contagiati, viandanti e pellegrini; San Sebastiano dell'epilessia, dei viandanti, della peste e delle malattie contagiose; Sant'Antonio Abate è protettore degli animali domestici; San Floriano protegge dagli incendi ed è raffigurato con un secchio in mano, nel nostro caso, o con una borraccia, nell'atto di versare l'acqua. Prima del restauro (agosto 2023 che ne ha evidenziata la corretta attribuzione a San Floriano) la raffigurazione della seconda figura di sinistra era assegnata a San Giorgio, che agiograficamente protegge dai serpenti velenosi.
Forse l'iconografia a San Giorgio era stata suggerita inizialmente dall'armatura da soldato e probabilmente assegnata in quanto gli a Prato furono investiti, da parte dell'Imperatore Federico I, del feudo di Segonzano. Feudo che permetteva di riscuotere le decime anche su Serso, Viarago e Portolo. A San Giorgio è dedicata l'omonima chiesa di Serso, che a quel tempo però era in territorio di Vìarago.
San Francesco è rappresentato con il saio francescano e con la croce in mano', San Domenico è un santo predicatore. È conosciuto come il santo che cerca il dialogo e la pace rinnegando la violenza. San Giovanni Battista è rappresentato nella classica figura canonica di protettore delle città.
MADONNA AUSILIATRICE
Sul retro. Alla fine della scala di accesso al primo piano si incontra l'affresco dedicato alla Madonna Ausiliatrice (Maria Hilf)', È un'immagine religiosa destinata a rimanere riservata esclusivamente alla famiglia a Prato.
È dunque un'immagine cara alla famiglia, volutamente posta all'interno per permettere di professare la propria intima fede. L'immagine è del XVIII secolo e nel cartiglio in basso vi è la scritta "Mater Ausiliatrix". La cornice (forse fatta realizzare dalla famiglia Paoli) è di epoca successiva.
Questa raffigurazione è la riproduzione della pala d'altare che si trova nel santuario di Innstadt, sobborgo di Passavia (Baviera). L'originale del quadro Mariahitf, è di Lucas Cranach il vecchio (1472-1553), che oggi orna l'altare maggiore nella cattedrale di S. Giacomo a Innsbruck.
Una copia del quadro (olio su tela) fu portata a Segonzano dal barone Ferdinando Francesco a Prato, canonico a Passavia dal 1676 al 1702.
In quella data nacque il Santuario dell'Aiuto.
Via Maier
La via ha assunto la conformazione attuale dello stile rinascimentale nel corso del XVI secolo, quando il principe vescovo Bernardo Clesio ispirò i nobili locali a costruire o rinnovare i propri palazzi in occasione del Concilio di Trento (1545-1563). Gli edifici di via Maier sono annoverati tra i migliori esempi di architettura che, in quel periodo. fiorisce nel principato vescovile. Basti pensare ai preziosi affreschi realizzati a decorazione delle facciate, uno dei quali è attribuito al pittore vicentino Marcello Fogolino.
Fondazione CR Alta Valsugana +
La Fondazione è l'evoluzione di un'idea originale in un'istituzione solida e proiettata verso il futuro. È il braccio sociale della Cassa Rurale, banca che ha saputo adattarsi ai cambiamenti economici e sociali, mantenendo saldi i suoi valori fondanti.
Strategica è stata infatti, nel 2008, l'intuizione di Cooperazione Reciproca, costituita per supportare il territorio in ambito culturale, ricreativo, sociale, formativo, economico e sanitario. Nel 2022, si è poi evoluta in Fondazione, una forma giuridica che consente possibilità di intervento in una ampia gamma di attività. Alla base c'è una visione di pubblica utilità basata sulla cooperazione. La sua missione è quella di promuovere il benessere sociale,
nei vari aspetti che contraddistinguono una comunità, con progetti che abbiano un impatto significativo sulla vita delle persone.
In sintesi è un punto di riferimento per il mondo associativo, del volontariato e del tessuto sociale del nostro territorio. Un luogo di impegno comune strutturato e lungimirante, a dimostrazione che i valori di solidarietà e vicinanza al territorio non sono concetti del passato, ma pilastri fondamentali per essere protagonisti del proprio futuro.

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