
Molveno (TN)
Il bacio
"Dai rami abbandonati, segnati dal vento, dall'acqua e dal tempo, emergono due presenze che si cercano.
La materia, apparentemente fragile e disperda, si raccoglie in forme umane e ritrova un destino comune nell'attimo più antico e universale: l'incontro.
Il Bacio è il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi.
Il legno custodendo le ferite e la memoria della natura, si fa gesto, sguardo, emozione.
Ogni frammento contribuisce a creare un'armonia più grande, dove ciò che era separato torna a essere unità.
L'opera celebra la forza silenziosa dell'amore, capace di trasformare la materia in poesia e il tempo in eternità.
In quell'istante sospeso, tutto tace: resta soltanto il linguaggio universale dell'affetto, che unisce gli esseri viventi come le radici invisibili uniscono gli alberi della foresta.
Ogni bacio è un ponte tra due solitudini, un luogo in cui il cuore riconosce la propria casa"
Marco Martalar
"Voglio stare nel bosco, non chiudermi in uno studio. Voglio respirare il silenzio della natura, ascoltare il legno, lasciarmi ispirare dalle radici, dal vento e dalle ferite del territorio. È lì che nascono le mie opere."
La mia filosofia
"Camminando nei boschi dopo Vaia ho visto montagne ferite, alberi abbattuti, radici strappate dalla terra.
Quello che per molti era solo distruzione, per me è diventato memoria, materia e possibilità di rinascita.
Le mie opere nascono da lì: dal desiderio di ripristino vita a ciò che sembrava perduto.
Ogni frammento di legno conserva una storia, un passaggio del tempo, una ferita della natura. Assemblando migliaia di pezzi costruisco figure che cercano di dialogare con il paesaggio e con le persone che lo attraversano.
Credo che l'arte possa aiutare a ricostruire un legame più profondo tra uomo e ambiente.
Non siamo separati dalla natura: ne facciamo parte"
Processo grafico
"Ogni opera nasce da un confronto con il territorio che la ospiterà.
Il luogo non è mai uno sfondo: è parte integrante dell'opera stessa.
Dopo una fase iniziale di studio e progettazione, realizzo uno scheletro strutturale interno che sostiene la scultura. Inizia poi un lungo lavoro di ricerca e raccolta del materiale ligneo: radici, tronchi, rami e frammenti recuperati nei boschi.
La fase di assemblaggio richiede migliaia di interventi manuali. Ogni pezzo viene scelto e posizionato singolarmente per seguire linee, forme e movimento del soggetto.
È un processo lento, fisico e immersivo, in cui tecnica, istinto e materia naturale si incontrano."
Chi Sono
"Sono cresciuto tra i boschi e le montagne dell'Altopiano di Asiago, un territorio che ancora oggi ispira ogni mia opera.
Lavoro con radici, tronchi spezzati e legno recuperato, trasformando materiali segnati dal tempo e dalla natura in sculture monumentali.
Dopo la tempesta Vaia il mio percorso artistico è profondamente cambiato: da quella distruzione è nata la volontà di ridare vita al bosco attraverso l'arte.
Le mie opere parlano di natura, resilienza e rinascita.
Ogni scultura nasce in relazione con il luogo che la ospita, cercando di diventare parte del paesaggio stesso."



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