
Tor Quadra:
La sentinella del lago scomparso
La Claudia Augusta e la Valsugana hanno sempre rappresentato degli importanti ponti di collegamento tra il mare Adriatico e le Alpi, tra i territori italici e quelli oltre le Alpi.
Il progetto Via Claudia punta al recupero e alla valorizzazione dello storico percorso romano.
Il sistema delle Vie della Storia, partendo della Valsugana, vuole collegare territori e popolazioni, economie ed esperienza, che dalla preistoria fino alla modernità hanno coltivato relazioni profonde.
E mettere in relazione tutti gli elementi culturali, territoriali ed economici, che sono in grado di rafforzare le motivazione di visita dei territori coinvolti.
Le due torri affiancate si trovano in un punto naturale del Brenta, con conseguente formazione di un amplia zona umida nella pianura alluvionale.
In questo sito la cartografia di fine '700 riporta con sufficiente dettaglio la presenza di un steso bacino, il Lago di Masi.
Tale posizione, le caratteristiche strutturali, la planimetria disegnata dai due corpi di fabbrica fanno pensare ad uno sbarramento lungo un percorso importante: la strada sarebbe passata nello spazio fra le due torri e, forse, una cinta muraria completava il sistema fortificato.
Di recente sono state condotte alcune operazioni di esplorazione.
In alcuni punti è stato visto, a circa 90-100 cm di profondità dal piano di campagna, un livello orizzontale con pietre e frammenti di legno rozzamente sbozzanti.
Un manufatto affine, ma più simile ad una massicciata per la presenza di pietre, è stato rinvenuto nello spazio fra i due corpi di fabbrica: qui era presente anche una palificazione in verticale.
I reperti lignei significativi sono stati campionati ed analizzati dagli studiosi, che hanno identificato la specie: appartengono a querce, abeti, ondano, cioè legni con buona resistenza meccanica e notevole durabilità.
E' emerso anche un altro interessante particolare costruttivo: il fianco nord della torre settentrionale dispone di fondazioni molto meno profonde rispetto alle restanti ed a quelle del corpo meridionale.
Ciò, probabilmente, significa che la situazione naturale proponeva un terreno più stabile verso nord (conoide alluvionale) e meno portante verso sud (parte caratterizzata da limi e sabbie).
Le fondazioni del corpo meridionale, inoltre, potrebbero, con molte cautele, far sospettare l'esistenza di una murata più antica.
La realizzazione di questo complesso fortificato è generalmente ascritta all'età bassomedievale (XII-XIII secolo): tuttavia un recente studio sugli alzati propone confronto con architetture dell'età tardoantica e altomedievale.



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